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Laomedonte, un nuovo mito

Ludovico Giurlanda, scrittore di Fiori Blu, negli ultimi tre anni ha lavorato alla rappresentazione teatrale della sua opera Laomedonte, curata ovviamente dal gruppo teatrale Aftalina. Finalmente, dopo vari ritardi a causa Covid, il Laomedonte è potuto andare in scena il 13 novembre 2021.

Chi era Laomedonte?

Il personaggio non è stato inventato dal nostro Ludovico, infatti Laomedonte è un personaggio della mitologia greca, re di Troia, molto prima che sulla città ci fosse la guerra. Secondo il mito fu un re molto ricco quanto avaro, tanto da essere pronto a sfidare gli dei pur di non dover cedere nulla della sua fortuna. Infatti, proprio le mura di Troia che a lui si devono furono costruite da Apollo e Poseidone, ma quando fu ora di dare la ricompensa promessa ai due dei – le mitiche cavalle che Zeus gli aveva donato – Laomedonte si rifiutò e tenne per sé la ricompensa.

A quel punto gli dei adirati inviarono un mostro marino a tormentare la città, questo si cibava di vergini fanciulle ed anche Esione, figlia del re, rischiò di essere uccisa. Nel momento in cui Ercole si propose di salvare lei e Troia, Laomedonte promise in ricompensa ancora una volta i cavalli di Zeus, per poi nuovamente disattendere il giuramento.

Sarà infatti proprio in lotta con Ercole che Laomedonte morirà, lasciando il trono al figlio Priamo.

Lo Spettacolo

La piccola saletta in via Matilde Serao è intima e profuma di tanta passione, di ore passate a sera a rivedere copioni, di risate ed impegno nel provare e riprovare mille volte la stessa scena. Il palco non è rialzato, è un riquadro in gomma nera, alla stessa altezza degli spettatori, così che quando il sipario si apre, le luci creano l’atmosfera e risuonano le voci forti degli attori ci si sente parte intrinseca dello spettacolo, si vivono i sentimenti dei personaggi coi battiti del cuore tutti coordinati nello stesso ritmo.

Ludovico ha scritto uno spettacolo esilarante, freschissimo, di quelli per cui si ride genuinamente, di gusto. Eppure è uno spettacolo arguto, ben strutturato, con un ritmo incalzante, piacevole; ha un sano velo di erudizione, di riferimenti colti (ma non troppo), di conoscenza della materia, che ti fanno apprezzare del tutto l’opera.

Un mito di quelli non così conosciuti, anche non dei più entusiasmanti è stato trasformato in una storia frizzante, allegra e moderna. Laomedonte, interpretato da una strepitosa Teresa Valentini, si arrovella senza fine per salvare fino all’ultimo spicciolo, propone cavalli di Zeus a destra e a manca, e quando qualcuno gli chiede di vederli imita con una prontezza comica lui stesso il nitrito. Mentre Poseidone e Apollo rappresentano tutto quello che abbiamo sempre, in fondo, pensato degli dei greci e come gli dei del cartone Pollon, sono l’esagerazione divertentissima dei vizi degli uomini. Poseidone al solo sentire la ricompensa dei cavalli si emoziona al ricordo del «suo Galoppino», primo cavallo creato dalla spuma del mare, poi rubatogli da Zeus. Mentre Apollo è vanesio e alla continua ricerca di perfezione, tanto che Poseidone solo porta dietro dovendogli fare da balia.

 

Laomedonte: Non posso mostrarveli, per il momento, ma posso farvi sentire il loro nitrito. (a gran voce) Cavalli, su nitrite! (indica alle spalle degli dei) Attenti! (gli dei si girano) (nitrisce) (gli dei si rigirano) Scusatemi, falso allarme, mi è sembrato di vedere un gigante.
Poseidone ed Apollo: Però, che nitrito poderoso
Poseidone: (sentimentale) Proprio quello del mio Galoppino
Laomedonte: Allora accettate?
Poseidone: Si!

Ma non finisce qui e ogni personaggio è inaspettato eppure perfetto: Priamo (Niccolò di Molfetta) fuma passeggiando, adolescente ribelle, cercando di convincere Ucalegonte (Francesco Pittaro) a lasciar perdere sua sorella – consigliere del re, follemente e romanticamente innamorato di Esione, a cui dedica lunghe poesie. Esione (Chiara Gellato) invece ribalta lo stereotipo della principessa bellissima, brutta e allontanata da tutti, ma convinta di meritare l’eroe stupendo. Infatti Ercole in realtà arriva a Troia per un ristorante sushi che hanno appena aperto sulla rocca di Troia e per caso salva Esione, ma quando scopre quanto è brutta tenta di evitarla.

 

Laomedonte (Teresa Valentini) e Priamo (Niccolò di Molfetta)

Esione: (gettandosi su Ercole e abbracciandolo) Mio eroe. Vuoi sposarmi? Sono la principessa
di Troia.
Ercole: (disgustato dalla sua bruttezza e tentando di liberarsi) No, io sono un eroe solitario.
Non ho tempo di dedicarmi all’amore.
(Laomedonte scende dalla rocca)
Laomedonte: O valoroso eroe, hai liberato mia figlia. Cosa posso offrirti per liberare la città
anche da Apollo?
Ercole: In realtà passavo di qui per caso. Mi hanno segnalato un sushi delizioso sulla rocca di
Troia, vicino al tempio di Αθηνάς Τρειτώνιας [Athenàs treitònias] e quel mostro bloccava l’entrata. Tu puoi offrirmi il pranzo.
Laomedonte: Qui tutti vogliono i miei soldi! Non puoi semplicemente accontentarti della gloria
e la stima dei posteri?

In somma, uno spettacolo piacevolissimo, gli attori tutti spettacolari, come lo sono sempre i ragazzi di Aftalina, pieni di talento e passione. Ludovico ha scritto un’opera divertente e nuova, nonostante parli di cose vecchie, uno sguardo giovanile e disincantato ai classici, ma pure serio e consapevole, una lettura dei miti come è giusto farla nel XI secolo: leggera, col sorriso in bocca e una grande passione per la bellezza nel cuore.

 

 

Sara Peira

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