Articolo,  Lettrash

Scandali e delitti alla corte di Augusto

Il nostro viaggio nei pettegolezzi oggi si sposta da Bisanzio verso occidente e indietro nel tempo. Ci troviamo a Roma, tra il I secolo a.C. e il I d.C., nella casa di Augusto. Una fitta rete di intrighi e scandali agita la famiglia di Augusto, colui che ha saputo prendere il comando supremo dello stato dopo decenni di guerre civile. Accanto a lui si muove un mondo variegato di familiari, amici e consiglieri, più o meno fidati. La sua famiglia è esaltata nella propaganda come modello ideale, cui tutti i cittadini devono guardare, ma la realtà si presentava radicalmente diversa. Risulta difficile ricostruire la storia della domus augustea e in particolare delle donne della famiglia imperiale, che, pur non arrivando mai a ricoprire cariche politiche o miliari, in questo periodo diventano protagoniste della storia politica, impegnandosi in particolare nel garantire la successione di un erede legittimo sul trono di Augusto.

Livia 

Livia, moglie di Augusto, occupa un ruolo fondamentale nella creazione della dinastia giulio-claudia, nella diffusione del culto dinastico, nelle relazioni con le élite municipali. La sua figura, tuttavia, resta controversa. Se la propaganda la presenta come moglie irreprensibile, pare che il nipote Caligola si riferisse a lei con l’appellativo di “Ulisse in gonnella”, ad indicare la sua abilità nel tramare inganni. 

Era figlia di Marco Livio Druso Claudiano, un membro della gens livia, cooptato per adozione nella gens claudia, morto suicida dopo aver combattuto a fianco degli uccisori di Cesare nella battaglia di Filippi. La figlia aveva sposato in prime nozze Tiberio Claudio Nerone, esponente di una famiglia illustrissima, che nella guerra di Perugia aveva combattuto contro Lucio Antonio. Secondo la tradizione Augusto avrebbe incontrato Livia per la prima volta mentre questa era incinta del suo secondogenito Druso (poi detto Maggiore), se ne sarebbe invaghito e, ottenuta una dispensa, la avrebbe sposata il 17 gennaio del 38 a.C., un giorno che sarà inserito come festa nei calendari. Per quanto non possiamo negare un reale coinvolgimento affettivo di Ottaviano nei confronti della sua nuova sposa, dobbiamo riconoscere come questo matrimonio sia dettato soprattutto da ragioni politiche e risponda, in particolare, alla volontà dell’imperatore di siglare un’alleanza con l’aristocrazia romana tradizionalista, di cui il primo marito di Livia era un importante esponente. Negli anni successivi, insieme ad Ottavia, la moglie del princeps riceverà lo ius imaginum (il diritto, cioè, ad essere rappresentata), l’esenzione dalla tutela (che le leggi di Augusto prevederanno poi per le donne libere con almeno tre figli e per le liberte con quattro) e la sacrosanctitas, quell’intoccabilità che era stata prerogativa dei tribuni della plebe e che l’imperatore aveva già riversato su di sé. In tutto l’impero si diffondono raffigurazioni di Livia e tutte le donne cercheranno di imitarla, come modello della matrona romana perfetta. Nel suo testamento Augusto adotta Livia, che da moglie diventa figlia e viene così inserita a pieno titolo nella gens iulia e, dunque, legittimata a trasmettere il potere imperiale al primogenito Tiberio, designato successore del princeps dopo la morte di tutti gli altri pretendenti più vicini familiarmente ad Ottaviano (forse eliminati, secondo le fonti più maliziose, per volontà della stessa Livia, che nutriva forte l’ambizione di garantire al figlio una successione sicura).

Ottavia

Una figura importante, forse ancor più di Livia, nella famiglia imperiale è Ottavia, sorella di Augusto, incarnazione perfetta delle virtù matronali tradizionali. Fu sposata dapprima con Claudio Marcello, da cui ebbe tre figli, e poi con Marco Antonio in un’unione che, di fatto, era pensata per garantire la tutela del triumvirato, l’accordo per la “ricostruzione dello stato” stretto tra Ottaviano, Antonio e Lepido. È una moglie affettuosa, condivide gli interessi del marito e lo segue anche nel suo viaggio in Oriente, ma sarà ripudiata, quando Antonio le preferirà Cleopatra. Tuttavia, Ottavia, da buona matrona, manterrà il suo ruolo definito e cristallizzato di madre, moglie, vedova e sorella. Non abbandona la casa di Antonio e, dopo la morte di quest’ultimo, accoglierà tutti i figli. Dopo la vittoria del fratello riceve gli stessi privilegi di Livia e la sua statua, nel Foro di Augusto, viene collocata a fianco della raffigurazione di Cornelia, madre dei gracchi e modello insuperabile di virtù.

Giulia 

Sfugge ai giochi di potere di Augusto, invece, Giulia, unica figlia di Ottaviano e Scribonia, data in moglie al fidato comandante Agrippa e poi a Tiberio stesso. Le fonti la presentano come una principessa intelligente e amante del lusso. Frequentava circoli culturali dove entra in contatto con gli eredi di Antonio (che erano stati accolti e allevati nella domus di Augusto) e con essi ordisce una congiura contro il padre. Probabilmente alcuni membri della famiglia imperiale, legati all’esperienza orientale di Marco Antonio, erano rimasti sconcertati dall’atteggiamento di eccessiva apertura nei confronti del Senato promosso da Ottaviano e promuovevano una gestione più autocratica del potere imperiale. La congiura sarà comunque sventata. Per evitare che venga condannata a morte, l’imperatore accuserà Giulia di adulterio e la relegherà nell’isola di Ventotene, ma non la perdonerà mai del tutto. Nel corso degli anni farà allentare la sorveglianza e la farà trasferire a Reggio, dove la donna si lascerà morire.

Agrippina Maggiore

Un’altra figura importante nella famiglia e nelle logiche di successione ad Augusto è Agrippina Maggiore, figlia di Giulia e Agrippa e moglie prolifica di Germanico, con cui darà alla luce ben dodici figli. Le fonti la descrivono come donna innamoratissima e virtuosa che segue il nemico anche in battaglia e questo le procura una posizione rilevante e il favore delle truppe. Quando nel 19 d.C. il marito Germanico muore in circostanze misteriose, la donna, riportando a Roma il cadavere dall’oriente e ostentando il proprio lutto per smuovere l’opinione pubblica, accusa Tiberio di essere il mandante dell’uccisione, mosso da gelosia per la popolarità di Germanico. Tiberio le impedirà di risposarsi per non rafforzare la componente giulia della dinastia. La donna si ritira dunque a Capri, ma anche nell’isola sarà raggiunta dall’accusa di adulterio e morirà in esilio.

Antonia Minore

Intrecciate con la storia di Agrippina sono le vicende di Antonia Minore, figlia di Marco Antonio e Ottavia. In prime nozze aveva sposato Druso Maggiore, secondogenito di Livia, e aveva generato tre figli (Germanico, Giulia Livilla e Claudio), ma, rimasta vedova, era riuscita a risposarsi e ad occuparsi del consolidamento sociale e politico dei figli, soprattutto di Germanico che viene fatto sposare ad Agrippina. Livilla sposa prima Caio Cesare, poi Druso Minore, figlio di Tiberio. Claudio, il futuro imperatore, ritenuto dai più pazzo, avrà quattro mogli, di cui le fonti lo descrivono succube.

Alla morte del figlio Germanico non riusciamo a ricostruire il suo ruolo: la Tabula Siarensis la vedrebbe coinvolta nell’organizzazione degli onori funebri, mentre Tacito afferma che era assente, forse in quanto allontanata da Tiberio e Livia, che volevano sfruttare al meglio l’occasione per esibire il loro (forse finto) dolore. Si tratta di un momento complesso per Tiberio: Agrippina è molto popolare, il prefetto del pretorio Seiano è in rapida ascesa e ha sedotto Livilla con l’intenzione di eliminarne il marito (non sappiamo se l’uomo sia stato realmente avvelenato dalla moglie) per poi sposarla e salire con lei al potere. Antonia pare collocarsi in una posizione di assoluta lealtà a Tiberio, cui invia una lettera per informarlo delle mosse del suo prefetto. Addirittura avrebbe messo a morte la figlia Livilla, dopo aver presieduto essa stessa un processo privato, assumendo, di fatto, le funzioni del pater familias, cui spettava la punizione delle figlie e dei figli degeneri.

* L’immagine in copertina è Jean-Auguste-Dominique Ingres, La malattia di Antioco, 1840. 

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *