Inedito,  Poesia

Pseudo-preghiera

PREGA IL SIGNORE TUO GESU’ E TROVERAI LA SALVEZZA

Ma Dio, credi bastino la lingua dei pagani

colonizzata

il titolo feudale
a renderti proprietario delle terre del mondo
delle anime (quali?) degli uomini?

E se vuoi ti prego

va bene ti prego

per cosa la salvezza che mi offri in cambio? 
Salvezza da cosa? Dall’inferno? Dalla tentazione?
Non ho altro che il piacere.

Toglimi il volto, mio signore,
cavami gli occhi, sfregiami
costringermi a vivere giorno giorno in una città di lineamenti di marmo
sbrandendomi il cuore morso morso
con gli sguardi indifferenti di uomini istruititi di disprezzo e rabbia.
Spegnimi le parole in gola finché affogherò
rantolando
tra mari di idee inespresse.
Riempimi il corpo di macinini di fango,
spingi fin nell’intestino
con le tue dita di spirito
il latrinoso dolore della vita.

Ma già lo fai.
Allora perdona

data la tua nobile diligenza
nella salvaguardia del delirio perfetto
di questa
fatalmente tua
imponente umanità

perdonami:
non ascolterò i moniti gotici sulle chiese romaniche.
Sei puro nome, se smetto di pronunciarti, smetti di esistere, 
se c’è qualcuno che deve pregare
quello sei tu.

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